Nasce l’eolico dai venti d’alta quota

eolico-alta-quota.jpgFin dai tempi più antichi l’uomo ha saputo sfruttare il vento come risorsa, prima con le vele delle sue barche e poi con i parchi eolici. Come più volte illustrato anche in questo blog i limiti dell’attuale energia eolica sono purtroppo notevoli ma ecco che da recenti test giunge la tanto attesa svolta. Dopo la notizia del prototipo di eolico di alta quota sviluppato da una azienda Americana, la Joby Energy, giunge la notizia di una azienda Italiana sta mettendo appunto una nuova tecnologia in grado di sfruttare i venti dell’atmosfera per produrre energia elettrica: l’eolico dai venti d’alta quota.

Infatti il vento ad alta quota è ben più forte e sempre presente rispetto a quello che registriamo al suolo. La struttura prevede una cupola trasparente da cui si innalza uno stelo flessibile con un interno a nido d’ape, alto 25 metri alla cui sommità vi è un aquilone di alcune decine di metri quadrati. L’aquilone si innalza in cielo fino a 800 metri di altezza grazie all’ausilio di grandi ventilatori, a questo punto lo stelo dirige le funi dell’aquilone permettendogli un volo calibrato, che fa girare alternatori da tre megawatt. Il tutto per 5mila ore medie annue stimate, ben di più di una torre eolica normale. Secondo le stime del progetto con circa 5.000 ore di vole all’anno, in 20 anni si potrà ripagare ben 70 volte il suo costo in termini di energia e lavoro necessario a produrlo.


 

Nasce l’eolico dai venti d’alta quotaultima modifica: 2010-11-04T08:13:29+01:00da greeneconomy
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