Una macchina trasforma la pastica in petrolio

plastica.jpgGrazie alla Blest, una azienda giapponese, è possibile trasformare la plastica in petrolio, da cui essa stessa deriva. L’azienda ha infatti messo appunto uno strumento che è in grado di ricavare da un chilogrammo di plastica ed un Kw di elettricità circa 1 litro di olio combustibile. Questo una volta raffinato restituisce gasolio e benzina.

La Blest ha diffuso un video ufficiale, scarso di dettagli a dire il vero, in cui viene mostrato come avviene il processo di trasformazione: in un contenitore riscaldato viene inserita la plastica da cui poi fuoriesce l’olio combustibile.

Va detto inoltre che il processo di trasformazione della plastica in petrolio è applicabile solo ad alcuni tipi di plastica come: polietilene, polistirene e polipropilene. E’ quindi escluso il PET con il quale vengono prodotte le comuni bottiglie di acqua e le varie bibite.

Al di la’ dei toni trionfalistici con cui è stata presentata la macchina in grado di trasformare la plastica in petrolio, restano dei dubbi sulla piena bontà dell’operazione: ad esempio non è chiaro quante emissioni comporta il processo, quanta energia viene utilizzata per la raffinazione e se al termine di processo vi sono delle emissioni di fumi o di altre sostanze.

Intanto in rete il dibattito tra favoreli e contrari è aperto, per i più si tratta solo di una nuova modalità di riciclo.

Una macchina trasforma la pastica in petrolioultima modifica: 2010-08-30T08:15:36+02:00da greeneconomy
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