Il nord Italia chiude per smog, a quando proposte sensate?

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Il prossimo 28 febbraio il Nord Italia “chiuderà” per smog con la pia illusione, classica di noi italiani, che ciò serva ad abbattere in qualche modo lo smog che da mesi sta mettendo in ginocchio il settentrione del paese. Al blocco del trafficio del giorno 28 febbraio parteciperanno ben 80 comuni di Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino, a cui si aggiungerà anche Napoli. A decidere questa storica serrata i sindicai degli 80 comuni che nei giorni scorsi si sono ritrovati a Palazzo Marino, a Milano, convinti di dare un segnale forte al popolo (bue). Sia chiaro, noi non siamo contrari alla limitazione del traffico, ma crediamo che per poter risolvere il problema delle polveri sottili servano riunioni di ben altro spessore. Ad esempio, poco più di un anno fa, il Sindaco di Milano Moratti annunciò con orgoglio l’introduzione dell’Ecopass che avrebbe di certo risolto il problema. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, paradossalmente a Milano la situazione è peggiorata e la città è ad un passo dall’apertura di un procedimento di infrazione da parte dell’EU. L’Ecopass, comprensivo di innumerevoli deroghe, altro non è stato che l’ennesimo balzello piovuto sui cittadini allo scopo di rimpinguare le vuote casse comunali senza che nulla fosse re investito per incrementare e migliorare il trasporto pubblico. Nessuno, nemmemo il più volenteroso, lascerà mai a casa la propria auto se deve attendere ore ed ore un autobus o un tram affollato e sporco. Ma Milano è solo la punta dell’iceberg, ma è anche la città dove non si riescono ad installare nuove piazzole del bike sharing. Gli interventi necessari sono ben altri. Oltre al già citato incremento e miglioramento del trasporto pubblico, che passa anche dall’utilizzo di mezzi poco inquinanti, servono incentivi per spingere le famiglie e i codomìni italiani alla sostituzione delle vecchie caldaie, invogliare l’utilizzo di energie alternative, diffusione della bio edilizia, creazioni di piste ciclabili. Ma anche noi cittadini non siamo esenti da colpe, tutti devono capire che le risorse non sono infinite e che della qualità dell’aria che respiriamo siamo i primi reponsabili. Spegnere una luce, chiudere un rubinetto dell’acqua, spegnere il led dei nostri innumerevoli elettredomestici, sono solo alcune delle nostre innumerevoli abitudini sbagliate che dobbiamo necessariamente correggere se veramente vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli un’aria un po’ più respirabile. Infine un interessante proposta di Legamabiente: varo di una manovra finanziaria straordinaria da almeno 8 miliardi di euro per finanziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile nelle città italiane. Le risorse di fatto già esistono, basterebbe usare quelle destinate al Ponte sullo Stretto di Messina, che costerà circa 8 miliardi di euro. Con questo finanziamento si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana, o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici. In fondo i 7.400 decessi l’anno per smog (fonte Censis) lo meriterebbero.

 

 

Il nord Italia chiude per smog, a quando proposte sensate?ultima modifica: 2010-02-23T09:20:00+01:00da greeneconomy
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Un pensiero su “Il nord Italia chiude per smog, a quando proposte sensate?

  1. La soluzione deve essere sistemica e deve tenere conto delle reali esigenze, piccole e quotifìdiane, delle persone: per questo è nata un’iziativa denominata conversazioni sostenibili (www.greenbean.it/conversazionisostenibili) che vuole raccogliere spunti, riflessioni e suggerimenti dal basso, dalle persone vere che quotidianamente si scontrato con il bisogno primario di muoversi e il desiderio di farlo nel rispetto dell’ambiente e delle generazioni future.

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